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Ott 2018
Numero Nr. 483
Il freno di Brembo

L’azienda realizza prestazioni finanziarie apprezzate dagli analisti e valorizzate dalla Borsa. La nostra analisi industriale delle quotate conferma la buona efficacia della crescita ma anche la necessita’ di migliorare l’efficienza. L’allineamento alle migliori pratiche avrebbe un forte impatto sulla redditivita’ (180 mln) e sull’ulteriore crescita.

 

Brembo e’ l’azienda di riferimento negli impianti frenanti dedicati alla fascia alta del mercato e al settore sportivo. In un periodo in cui i mercati auto Usa e Europa stanno rallentando mentre continua la crescita di quello cinese, la fascia servita risulta stabile e la quota di mercato di Brembo si sta ulteriormente rafforzando. L’azienda e’ cresciuta sia in modo organico sia per linee esterne…

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Una migliore efficienza organizzativa varrebbe 180 mln

Brembo è stata capace di aumentare il fatturato in misura superiore al tasso di crescita del mercato. E' stata inoltre molto efficace a incrementare il valore aggiunto mettendo così in evidenza lo sviluppo di un’offerta con maggiori contenuti di prestazioni, qualità e servizio.

Tuttavia, i vantaggi legati all’incremento di entrambi sono stati erosi dall'aumento dei costi operativi che, per ogni euro di aumento del valore aggiunto, hanno pesato 89 centesimi.

Riteniamo, quindi, che l’opportunità di Brembo sia il miglioramento della produttività organizzativa, tale da trasformare in valore per gli azionisti il conseguente incremento del valore aggiunto del prossimo triennio. Questa opportunità è stimata in 180 mln di crescita dell'Ebitda nel 2020.

 

La redditività cresce ma la leva operativa è sottoutilizzata  

Mentre il triennio 2013/15 è stato più virtuoso del 2015/17, nei cinque anni 2013-17 il valore aggiunto è cresciuto di 545 mln (+69%): 456 per effetto della crescita e 89 per il miglioramento percentuale del valore aggiunto sul venduto. Nello stesso periodo i costi operativi sono cresciuti di 291 mln (+50%): 333 mln per effetto della crescita, diminuiti di 42 per maggiore efficienza – insufficiente, come vedremo tra poco - che ne riduce l'incidenza percentuale sul fatturato.  Il miglioramento della redditività operativa è stato di 254 mln di Ebitda (+120%).

La leva operativa – l’indicatore della struttura della gestione operativa dell’impresa - indica che i costi operativi sono aumentati  dell'89% rispetto all'aumento del valore aggiunto migliorando così la redditività. Questo fenomeno è peggiorato nel triennio 2015/2017 registrando il valore di 90%, rispetto al valore 63% del triennio 2013/2015.

Anche ammesso che le aperture di nuovi impianti non ancora a regime siano concausa di questa differenza di efficienza, rimane aperta la questione che anche l’aumento della complessità penalizzi il valore aggiunto, a causa delle difficoltà organizzative, invece di fornire ulteriori economie di scala e di scopo.

Non vogliamo affermare che Brembo soffra di efficienza, tout court, ma la nostra opinione è che questa sia l’area sulla quale richiamare l’attenzione.

Il Roi è migliorato di 10,1 pp per effetto di 9,6 pp di aumento dell'Ebit sul valore aggiunto e 0,5 pp di aumento della rotazione del capitale investito. Nel 2016 aveva toccato il picco del 28,5%, un dato il linea con il nostro osservatorio delle maggiori aziende italiane di componentistica, mentre nel 2017 si è attestato a un più contenuto 25,5%.

 

Un’opportunità considerevole

Nell'ultimo triennio (2015/17) l'azienda è cresciuta sia di fatturato (+20%) sia di valore aggiunto (+28%), in linea con le migliori del nostro osservatorio componenti. La proiezione delle prestazioni al 2020 indica il fatturato oltre i 3 bln e l'Ebitda al 16,9%, di poco sopra i 500 mln.

Come si è anticipato, agendo  sulla produttività organizzativa, l'azienda avrebbe l'opportunità di allinearsi alle migliori pratiche contenendo la crescita dei costi operativi al 40% della crescita del valore aggiunto (contro l'attuale 89%) realizzando così un Ebitda al 2020 vicino ai 690 mln, pari al 22,9% del fatturato. Ecco come la nostra analisi arriva all’opportunità già indicata di 180 mln.

 

Entrata nel Ftse Mib

In Borsa da tempo, il titolo Brembo è cresciuto dall'autunno del 2012, quando lasciò dietro di sé l’area degli 8 euro. E nel 2017 è entrata nel listino più pregiato, il Ftse Mib, ed è tra le imprese di famiglia italiane con il miglior ritorno per gli azionisti (crescita in Borsa e dividendi).

Opera già in 15 paesi di 3 continenti e nuovi impianti saranno in funzione quest’anno in Messico, Polonia e Cina.

Il mercato globale dei veicoli leggeri ha registrato +2,4% grazie soprattutto a Cina e Europa. Quello dei motocicli, alti e bassi: Europa -9,5%, Usa -3,2%, Giappone +4%. I veicoli commerciali un buon +3,2% in Europa + Efta. 

Il bilancio 2017  si ripartisce per il 55% in Europa,17% Asia e 28% nelle Americhe. Le quote più significative degli investimenti si concentrano per il 25% in Nord America, 24% in  Polonia, 24% Italia e 21% in Cina.

In tutti i settori serviti c’è stata crescita del fatturato: +8,9% nelle autovetture che rappresenta 77% del totale, + 6,2% nelle competizioni 5%, +10,6% motocicli 9%, + 0,7% veicoli commerciali 9%.

 

Un’azienda dinamica

Molto attiva nell’innovazione tecnologica, Brembo promuove numerose iniziative. Tra le più recenti, un’innovazione consentirà di servire anche vetture di volumi elevati e con caratteristiche meno estreme, in quanto risolve la mancanza di spazio tra disco e ruota, mantenendo la funzionalità e le prestazioni della pinza fissa. 

Inoltre, un nuovo stabilimento in Italia, in fase di realizzazione, per verticalizzare l’intero processo di sviluppo, lavorazione e produzione dei manufatti grezzi per realizzare dischi e pastiglie in carbonio utilizzati nel mondo delle competizioni.

Infine, l’impegno dell’azienda di accompagnare la filiera di fornitura nell’evoluzione del sistema produttivo stringendo ancora di più la collaborazione (anche societaria?) con i fornitori. L’obiettivo è promuovere le reti d’imprese in sostituzione della micro-imprenditorialità e così far loro disporre delle nuove competenze richieste oggi per competere con successo. 

 

Piercarlo Ceccarelli

 

"Le quotate italiane" di Ceccarelli
 

L’obiettivo è integrare la prospettiva industriale-organizzativa nell’ampio panorama di analisi delle aziende quotate, caratterizzato da una lettura prevalentemente finanziaria. L'esclusivo osservatorio dedicato alle imprese italiane (ricavi superiori a 50 mln) è la base per valutare i potenziali di miglioramento della redditività e le leve su cui agire.  

 

Applicazione in azienda: Lasciata alle spalle la crisi, molte imprese si sono concentrare sul rilancio in termini di crescita e di quote di mercato sfruttando le economie di scala delle strutture industriali e distributive. Non va tuttavia dimenticato il tema della produttività, in termini di rapporto tra valore aggiunto e costi operativi, che è la leva fondamentale della redditività industriale.
Parola Chiave: casi aziendali
Per approfondire: Le quotate italiane