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Feb 2018
Numero N. 448
Lo scenario geopolitico per il business (Europa)

Geopolitica e geoeconomia hanno impatti diretti sul business e i relativi scenari hanno l’intento di farci cogliere le opportunitàa’ ed evitarci perdite ingenti. Ecco quello 2018 per l’Europa. 

L’unità comunitaria non si rispecchia ancora nella creazione di un nuovo soggetto politico e soffre di un’autorità farraginosa e di debolezza ai confini. La strada per assumere il rango di struttura continentale come entita’ unitaria e’ ancora lunga. Ma l’economia si rafforza e mantiene prospettive positive. E le opportunita’ per le aziende non mancano…

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UE

Le prospettive di sviluppo sono consolidate, il mercato del lavoro migliora e la problematicità finanziaria si riduce. La crescita media è del 2% nel 2018 e dell' 1.9% nel 2019 e il rischio d’instabilità maggiore viene dai sistemi bancari italiano (crediti inesigibili) e tedesco (derivati pericolosi).

Nella UE consideriamo ancora il Regno Unito che rimane nei progetti che hanno valenza strategica per la ricerca e per l' industria. I cittadini UE e UK hanno gli stessi diritti in UE e UK; Londra mantiene tutti gli impegni in ambito Europol / Sicurezza; con gli accordi  di confine per il Nord Irlanda e Irlanda, le merci che passano da Belfast via Irlanda godono di fatto dello stesso regime di quelle che attraversano Ventimiglia da e per la Francia. Al momento gli Unionisti Nordirlandesi non li vogliono e li hanno boicottati ma il benessere economico che portano avrà la meglio.

E’ più che razionale prevedere un accordo Londra - Brussels di libero scambio sul tipo di quello col Canada o con la Turchia, che contempli anche la finanza.

A Londra da un paio d'anni è nato un movimento in crescita che vuole un referendum per dare alla città un duplice status legale: capitale del Regno Unito e “città stato” (che produce da sola quasi il 20% del Pil britannico) con l' euro e membro della UE. Tutto questo ci porta a dire che Londra, rispetto alla UE, cercherà di:

- "avere la moglie ubriaca" = godere di fatto di tutti i benefici del libero mercato UE e farli godere alle aziende europee in UK

- "e avere la botte piena" = essere formalmente fuori dalla UE.

 

Russia

La Russia fa la voce grossa per motivi d’intrinseca debolezza interna. Infatti è contraddistinta da un costante calo demografico; i miliardi di dollari guadagnati dalle élite non sono stati usati per ammodernare il sistema industriale, così si esportano prevalentemente commodity energetiche, wodka, armi e antivirus; la progressiva perdita dei territori Siberiani, come denunciato da Putin nel 2000, dovuto all’aumento della popolazione di lingua cinese e alla contrazione di quella di lingua russa. A questo si aggiunge che Putin vuole ritirarsi a partire dal marzo 2018, per non gestire la crisi siriana nel caso si aprisse il conflitto di attrito tra Iran ed Israele.

Se togliamo a Mosca le circa 7.000 testate nucleari, cosa le resta per considerarla una potenza regionale interessata a fare la potenza globale? Ben poco. Anche il soft power, che sembra avere nei confronti di alcune forze politiche e movimenti culturali europei, deve ancora dimostrare di passare la prova dei fatti nel caso tali forze andassero al potere.

Pur generando crypto-rubli, ha un potere finanziario limitato. Non ha la capacità di garantire il passaggio alla logistica just-in-time sia nelle linee di navigazione marittima sia nelle vie aree. Non parliamo poi di elevata tecnologia e Internet delle Cose. La crisi di fiducia si riflette anche nei sospetti con cui è guardato il motore di ricerca russo Yandex, rafforzati dopo le accuse di essere "Grandi Fratelli" rivolte a quelli americani.

Infine la Russia rappresenta un mercato d’esportazione interessante, certamente non paragonabile a quello americano, per l’alimentare e il lusso italiani.

 

Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia

I paesi dell' Europa Centrale si sentono un cuscinetto tra Germania e Russia dato che la storia non si dimentica mai.

Analizzando i fatti, qualcosa accaduto durante l’amministrazione Obama può rivestire ancora interesse. A  fronte di un timore motivato dal fatto che la difesa anti-missile Nato fornita dagli Usa (non con basi ma solo con incrociatori lanciamissili) non bastasse, nel 2013 hanno costituito il Battle Group, una unità interforze multinazionale operativa, la prima unità mai costituita al di fuori della Nato.

Un evento come questo indubbiamente la dice lunga sulla militarizzazione e nuclearizzazione della UE, se la Nato si sfaldasse o se gli Usa riducessero il loro appoggio. Indubbiamente una nuclearizzazione dell'UE può far sorridere qualcuno e per questo ecco un paio di dati oggettivi che impattano sulle nostre mappe mentali:

Dato 1: Germania, Italia, Spagna sono paesi definiti, in ambito nucleare militare, "6 months beyond" (ovvero che possono in sei mesi dotarsi della prima testata nucleare avendo sia la tecnologia sia l'apparato industriale e il materiale fissile per costruirla).

Dato 2: lo stato maggiore tedesco da un paio di anni dice pubblicamente che la Germania ha bisogno di armamento nucleare. Se i tedeschi iniziassero, tutti gli altri li seguirebbero nuclearizzando l'UE.

 

Nato

La Nato da un lato garantisce contro l' espansionismo russo e, dall'altro, in questo modo aiuta in pratica Putin a controllare le derive espansionistiche dei poteri che lo appoggiano.

 

Eucom

E’ il comando militare Usa con competenza sul continente europeo, formato da 51 Stati.

Il dato interessante per il 2018, che muta la geopolitica continentale, è che gli Usa stanno ritornando in Europa, dopo il ritiro iniziato con lo strategic pivot del 2009 annunciato da Obama, contrariamente alle promesse elettorali del presidente Trump.

Alcuni fatti del periodo 2016 - 2017 confermano il significato di tale evento:

- in nome di quello che i fautori delle alleanze con Mosca definiscono come pacifismo preventivo contro l'imperialismo Nato, nel 2016 l'ambasciatore russo in Danimarca ha informato il governo danese che, se entrano nel sistema difensivo anti-missile Nato, le loro navi diventeranno un bersaglio per i missili nucleari russi;

- secondo dati del 2017, l'esercito tedesco ha solo due battaglioni operativi al punto da far fronte alle truppe russe;

- sui circa 2 milioni di soldati della Nato, solo 100.000, ovvero il 5%, è in grado di operare al di fuori dei propri confini;

- lo U.S. Joint Multinational Training Group addestrerà ogni anno, fino al 2020, 5 battaglioni Ucraini;

-  nel settembre 2017, a causa della postura aggressiva presa dalla grande manovra russa denominata Zapad, gli Usa hanno aumentato la loro presenza nel Baltico a scopo deterrente fino alla fine della manovra;

- Erdogan, vista l’instabilità interna e la politica estera di Mosca, lancia anatemi contro Washington per un supposto aiuto al golpe fallito e per il trasferimento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme. Ma si guarda bene di uscire dalla Nato e di impedire l'accesso agli americani nella base aerea di Incirlik ;

- sulla base del potere militare Usa nel 2018, la previsione per lo scenario operativo continentale è favorevole.

 

La complessa interdipendenza di alcuni fattori

Non è mai esistito un ordine mondiale ma, come osserva Henry Kissinger, “ogni civiltà ha considerato se stessa come l’unica universalmente valida”.

Dopo la rapida ascesa dei paesi asiatici si è aperta la strada a un mondo multipolare, non diverso da come lo definì Richard Nixon nell’agosto 1971: UE (allora CEE), Cina, Germania, Giappone,  Francia, UK, Russia (allora URSS), USA.

La cosiddetta Guerra Fredda (1945 - 1991) in realtà è stata la Terza Guerra Mondiale e ora viviamo la Quarta, iniziata il 15-9-2008 con il collasso di Lehman.

La globalizzazione non è nata da pochi decenni ma da almeno 6.000 anni, dalle città mesopotamiche verso il mondo che loro conoscevano (dal Mediterraneo all'Asia Centrale). Il flusso di connessioni si è sempre ampliato in modo esponenziale secondo la logica “più velocità, più volumi e più varietà”.

Paolo Dealberti

 

Per conoscere i punti di crisi geopolitica dove si sovrappongono le varie Europe (PDF) clicchi qui

Applicazione in azienda: Gli scenari geopolitici ed economici suggeriscono che l’Europa è il posto dove fare business. Gli equilibri che parevano favorire sensibilmente prima l’Asia e ora il Nord America, si riportano verso l’Europa e le nostre imprese devono sfruttare l’opportunità sia di natura commerciale (domanda in crescita) sia di ruolo industriale (ricerca e innovazione).
Parola Chiave: scenari
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