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Dic 2017
Numero N. 442
Parigi smart e il design urbano

Parigi sta attuando un’interessante sperimentazione per modificare la propria struttura urbana con il coinvolgimento locale. Il primo esempio di questa governance dal volto umano e’ Place de la Nation con un esperimento iniziato lo scorso 10 aprile.

Un quartiere che si muove nella direzione di una smart city attraverso l'ottimizzazione e l'innovazione dei servizi pubblici cosi’ da mettere in relazione le infrastrutture materiali della citta’ con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi la abita...

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Il progetto a Place de la Nation

Nella piazza della ghigliottina, durante la rivoluzione rinominata Place du Trône-Renversé (Piazza del trono più alto) il 10 agosto 1792, il test prevedeva la ristrutturazione dello spazio al fine di conseguire i seguenti obiettivi:

  • una maggiore superficie dell’anello centrale in modo che si abbia più verde fruibile e più spazio pedonale;
  • le sezioni che intersecano i viali attigui (avenue de Bouvines, Dorian et du Bel-Air) diventano a loro volta pedonali;
  • aumentano le aree ciclabili e quelle ad accesso limitato solo ai veicoli di emergenza, al fine di favorire i pedoni;
  • migliora l’accessibilità ai pedoni rendendo più facile la viabilità anche ai disabili.

Il risultato finale è un aumento del 57% dello spazio disponibile ai pedoni senza aver ridotto la viabilità degli autoveicoli.

Una nuova governance

Il progetto si è mosso dall’alto verso il basso con un profondo coinvolgimento democratico degli abitanti, frutto di un lungo lavoro di preparazione sul territorio che ne ha garantito la partecipazione. Si è convenuto che i quartieri rappresentino il “valore locale“ della città da cui poi si irradiano le “cose” che divengono patrimonio globale della città stessa. L’interazione tra amministrazione cittadina  centrale, amministrazioni cittadine periferiche e realtà sociali locali ha reso il tutto credibile. Inoltre gli abitanti hanno partecipato al test “comprandone” l’utilità e stanno continuando a valutare i progetti in maniera proattiva. Questo approccio prende il sopravvento sulle tante iniziative nate dal basso.

 

 

Il rapporto di fiducia, basato sulla percezione di essere parte della comunità e non un semplice fruitore di soluzioni, è la chiave del successo. Anche da parte delle aziende interessate al complesso mondo del design urbano: hanno partecipato ai progetti e ai lavori ponendo l’accento su questo aspetto e non solo in quanto interessate a vincere un appalto.

Le aziende italiane e la competività urbana

Anche in questo caso la lezione è che è meglio investire in progetti che coinvolgano il Terzo Settore, inteso come società civile concretamente operante sul territorio, per generare soluzioni e servizi per le città smart.

Ciò vale per le nostre aziende sia rivolte all’export sia al mercato interno - anche se i vincoli di bilancio saranno fondamentali per la dimensione del medesimo, se non arriverà una politica europea più espansiva -.

Le prestazioni urbane dipendono non solo dalla dotazione di infrastrutture materiali della città (capitale fisico), ma anche, e sempre di più, dalla disponibilità e qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture sociali (capitale intellettuale e capitale sociale). Quest'ultima forma di capitale, in particolare, è determinante per la competitività urbana.

La gestione dello spazio urbano è probabilmente la dimensione  che richiede il maggiore impegno di una governance capace di progettualità strategica. Le città sono in continua tensione tra l’eredità del passato e le aspettative del futuro che si fondono nelle necessità nel quotidiano di “luoghi“ che diventano tali in quanto usati dagli abitanti, residenti e di passaggio.

Da un’idea di Paolo Dealberti

Applicazione in azienda: digitalizzazione dei processi e disponibilità infinita di spazio e di banda sono fattori abilitanti di un universo di nuove applicazioni. Spetta alle imprese fare un uso intelligente dell’interconnessione. Di tutto: case, automobili, scuole, ospedali, fabbriche, treni ecc... Chi è alla guida di un’azienda deve chiedersi quali sono le implicazioni per il suo business e trovare la propria strada.
Parola Chiave: scenari
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